Nel 1588 è fatto erigere, dal Comune di Valdieri, il primo stabilimento per i bagni. Tuttaviasolo due secoli dopo il Centro Termale ebbe rinomanza. Nel 1755 il re Carlo Emanuele III decise di utilizzare i bagni di Valdieri. Fu eretto un edificio, denominato "Il Baraccone" ed altre costruzioni per ospitare le Terme. Gli eventi bellici legati all'avventura napoleonica bloccarono completamente la crescita del complesso, che ripresero nel 1830. Nel luglio 1833 il re Carlo Alberto vi soggiornò per un mese.
Nel 1855 il re di Sardegna, Vittorio Emanuele II, visitò la Valle Gesso e le sue terme rimanendone favorevolmente colpito per la loro bellezza naturale e per la ricchezza di camosci e trote.
Casa Savoia edificò, tra il 1857 e il 1870, la residenza estiva a Sant'Anna di Valdieri, le palazzine di caccia a San Giacomo di Entracque e al Piano del Valasco; alle Terme vennero costruiti quattro chalet di "foggia svizzera" due dei quali ancora esistenti e oggi completamente restaurati sono la "Casa della bella Rosin" con di fronte il "Casino di Caccia".
Le acque termali di Valdieri appartengono al gruppo delle solfuree solfato-cloruro-sodiche ipertermali ( 50-75°C ) e presentano un pH nettamente alcalino ( 9.4 ).
La temperatura della falda profonda risulta essere 130°C.
Queste acque sono ricche di zolfo, che viene assorbito dall'organismo come zolfo elementare e, attraverso la cute, come acido solfidrico e polisolfuri, notevolmente diffusibili attraverso la mucosa intestinale, bronchiale e genito-urinaria.
L'attività antinfiammatoria, antalgica, antisettica, antiessudativa ed eutrofica dell'acqua termale di Valdieri, la rende indicata nel trattamento di affezioni dell'apparato locomotore, otorinolaringoiatriche, broncopneumologiche, dermatologiche e di alcune forme ginecologiche.
Le Terme di Valdieri dispongono di tre mezzi terapeutici: acqua minerale, grotte, alghe termali o "muffe" .
Tutte e tre derivano la propria azione curativa specifica dall'acqua minerale, classificata come oligominerale solfureo-solfato-cloruro sodica ipertermale, cioè con temperatura alla sorgente superiore a 40°C.
Fonte: Terme di Valdieri
Terme di Acqui
Lacqua alla Bollente sgorga a 73°C, mentre lAcqua Marcia ha una temperatura di 19°C.
Lacqua delle sorgenti termali acquesi è la stessa caduta come pioggia o neve circa 70 anni fa sulla dorsale appenninica che separa la Valle Orba dalla Valle Erro, ad unaltezza di 1000 metri circa.
Anche se uno studio più recente avrebbe, invece, indicato che lacqua che sgorga dalla Bollente sarebbe caduta 1500-2000 anni fa.
Lacqua caduta come pioggia o neve sarebbe lentamente penetrata nel sottosuolo fino ad arrestarsi probabilmente su di un basamento mesozoico di rocce ofiolitiche carbonatiche evaporitiche a 2500-3000 metri sotto terra, dove per il gradiente geotermico ( 1°C ogni 33 metri di profondità ) avrebbe raggiunto unelevata temperatura.
La presenza di un sistema di fenditure nella crosta terrestre ( fraglie ) nel territorio di Acqui avrebbe favorito, nel caso della Bollente, una rapida risalita, con il mantenimento della temperatura assunta in profondità.
LAcqua Marcia, pur provenendo dallo stesso serbatoio primario della Bollente, non sgorga direttamente in superficie, e mediante un tragitto sotterraneo giunge ad un serbatoio secondario, a circa 1000 metri di profondità, si raffredda e, per lazione dei sofobatteri, trasforma i solfati in solfuri.
Le acque termali acquesi, così come le acque delle altre Terme della pianura padana, nel loro tragitto sono venute in contatto con i residui del mare che, in periodo mesozoico, occupava la pianura padana.
Le acque acquesi sono, pertanto, ricche di cloruro di sodio, di bromo e di iodio.
Inoltre, lalta concentrazione di solfati nellacqua della Bollente, e la sua trasformazione in solfuri nellAcqua Marcia, è dovuta allazione dellanidride carbonica sui depositi gessosi delle rocce sedimentarie.
Lacqua solfo-salso-bromo-iodica trova impiego nel trattamento delle malattie osteoarticolari, delle malattie respiratorie e nelle malattie otorinolaringoiatriche.